• Sabrina Verzeletti

Studiare con l'aiuto di un pomodoro: un timer per amico


Oggi vi presento una ricetta davvero semplice: Prendete un bel pomodoro, settatelo a "25 minuti" e il gioco è fatto!

Di cosa sto parlando? Della famosa tecnica del pomodoro, un metodo di gestione del tempo utile per ottimizzare le energie durante lo studio (ma vale anche per il lavoro).

Sono contenta di affrontare questo argomento poiché ho molti ricordi degli anni di università, quando il tempo passato sui libri sembrava infinito! Intere giornate passate seduta ad una scrivania cercando di non distrarmi, ma alla fine ogni scusa era buona: il cellulare, la voce dei vicini, l'irrefrenabile voglia di mettesi a fare le pulizie proprio in quel momento!

Lo sanno bene i nostri studenti che, già non vanno matti per la scuola, figuriamoci quando gli viene chiesto di mantenere l'attenzione per un tempo prolungato!

Eppure si sa, studiare per molte ore di fila senza concedersi una pausa non solo può essere inutile, ma talvolta anche controproducente. Il difficile sta nel capire come gestire le pause, quanto farle durare e cosa è meglio fare durante i momenti off.

Ci viene in aiuto la tecnica del pomodoro, resa nota negli anni '80 da Francesco Cirilli che probabilmente aveva come tutti noi qualche difficoltà nel management del suo tempo. Vediamo in cosa consiste.

Per prima cosa è necessario munirsi di un timer; vanno bene i semplici timer da cucina (come il pomodoro, appunto), ma anche la funzione presente sullo smartphone o una qualsiasi app che offra questa funzione.

Setta il timer a 25 minuti, lavora senza distrarti e quando suona la sveglia, fermati a riposare per 5 minuti.

Ogni 4 pomodori fai una pausa più lunga, di 15-30 minuti.

Segui questo semplice schema ogni volta che devi portare a termine un'attività di studio o di lavoro.

Ma perché bisogna fare proprio così? Il fine è quello di restare concentrati sul compito ponendosi un obiettivo che non deve essere né troppo difficile, né eccessivamente facile da raggiungere.

I miei ragazzi apprezzano questo metodo perché si sentono coinvolti nelle decisioni e sanno "quanta fatica" aspettarsi; risultano inoltre motivati a raggiungere l'obiettivo della pausa, soprattutto se si concorda anticipatamente il tipo di attività che potranno svolgere.

Durante i miei interventi di riabilitazione, ma soprattutto durante gli incontri di tutoring (che arrivano a durare anche 2 ore consecutive), concordo con loro delle attività che durante la pausa non si possono proprio fare poiché distrarrebbero troppo andando a minare il livello di concentrazione raggiunto: l'obiettivo della pausa è infatti quello di ricaricarsi e rilassarsi, mentre iniziare a svolgere attività nuove e diverse finisce per stancare ulteriormente; eviterei quindi di svolgere altre attività mentali impegnative come leggere (anche se fosse uno svago) e mi dedicherei piuttosto a sgranchirmi, fare esercizio fisico, concentrarmi sulla respirazione, ascoltare musica o cantare e rifocillarmi (nelle pause più lunghe).

Anche se non vi sono delle vere proprie regole, sconsiglio anche di fare una "pausa smartphone" per controllare notifiche e mail, se non strettamente necessario: soprattutto nei più giovani "una notifica tira l'altra" e gli stimoli affettivi e sociali non sono sempre così rilassanti e tendono a spezzare completamente la concentrazione.

La cosa importante comunque è che la tecnica del pomodoro, seppur ben precisata sul sito ufficiale di Cirillo, è a mio avviso un metodo altamente personalizzabile e può essere costruita su misura delle esigenze dello studente; inoltre il timer può essere utilizzato anche in altri modi, ad esempio per ridurre gradualmente i tempi di esecuzione di un determinato esercizio.

Provateci anche voi!

Sabrina Verzeletti

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