• Sabrina Verzeletti

Tante ore sui libri e poi..un votaccio!


Irene è una ragazza di 17 anni e ha appena concluso la classe quarta del liceo scientifico. Circa due anni fa mi contattano i suoi genitori dicendo che è una ragazza molto intelligente, che non ha mai avuto grossi problemi a scuola e se l'è sempre cavata piuttosto bene. Dopo le scuole medie Irene ha scelto di iscriversi al liceo scientifico per iniziare a realizzare il suo sogno: diventare un dottore come il papà! Eppure qualcosa inizia ad andare storto quando Irene, in prima liceo, conclude l'anno con tre debiti, salvata miracolosamente grazie alla sua tempra e alla sua forte motivazione. Gli insegnanti, a colloquio, consigliano ai genitori di valutare l'iscrizione ad una scuola professionale, dove forse le richieste sarebbero più basse: il liceo scientifico, a detta loro, è una scuola tosta, e le difficoltà aumentano esponenzialmente con il passare dei mesi.

Irene però non vuol sentir ragioni, si trova molto bene con i compagni e sa che l'istituto professionale difficilmente le garantirà la preparazione necessaria per entrare nella facoltà di medicina. Decide dunque, insieme ai genitori, di proseguire con il secondo anno e recupera faticosamente i debiti studiando tutta l'estate, rinunciando anche ad andare al mare con i cugini. Sembrano buone le premesse quando, alle prime verifiche, Irene mostra lacune ancor peggiori, collezionando voti bassi e un forte senso di inadeguatezza.

Cosa fare?

I genitori mi contattano dopo aver letto un articolo sulla figura del tutor per l'apprendimento e cerchiamo di capire come procedere.

Per le prime due settimane mi limito a osservare la modalità con cui Irene si interfaccia ai propri doveri scolastici e mi appunto queste osservazioni:

- decide il giorno stesso quali compiti fare

- molto spesso scopre di avere una verifica l'indomani solo perché per caso controlla il diario

- arriva anche a studiare 50 pagine in un pomeriggio

- le pagine dei suoi libri sono bianche, non sottolineate

- ha sempre il dubbio di quali paragrafi siano in realtà da saltare

- studia dal libro, ripete leggiucchiando e poi ripete una seconda volta coprendo il testo

- dagli scarabocchi sui libri deduco che ha ottime capacità di disegno

Parlo con i genitori cercando di capire i trascorsi scolastici di quando Irene era più piccola e scopro che, se è vero che non ha mai avuto grossi problemi a scuola è vero anche che, le scuole del suo paese non l'hanno mai abituata a grandi richieste; i genitori ricordano pochissimi compiti e interrogazioni perlopiù programmate, inoltre vengono segnalati lunghi periodi di assenza di alcuni insegnanti alle medie con sostituzioni brevi e variegate.

Capisco che Irene non ha avuto grosse occasioni di sperimentare e mettere a punto il proprio metodo di studio. Questo in realtà non dipende unicamente dallo sfortunato percorso scolastico di Irene, ma anche da sue carenze metacognitive che si sono accentuate in assenza di esercizio e sono emerse solo quando le richieste hanno iniziato ad essere toste. Prima del liceo, non vi era stata una reale occasione di veder manifestate queste lacune.

Programmo un percorso misto: un ciclo di potenziamento cognitivo iniziale (con focus su metodo di studio e memoria) durante l'estate, associato a un percorso di tutoring durante tutto l'anno della seconda e della terza liceo.

Con un supporto intensivo Irene migliora sensibilmente, recuperando anche la propria autostima; conclude la seconda con solo un debito e la terza senza debiti. Adesso Irene è in quarta e ritengo che non abbia più bisogno di un tutoraggio poiché ha acquisito tutti gli strumenti necessari per lavorare in autonomia!

Dal caso di Irene possiamo concludere che:

  • conoscere la "storia" scolastica è fondamentale per interpretare le difficoltà contingenti;

  • trascinare forti lacune sperando che "magari andrà meglio" non è mai una scelta saggia, soprattutto alle scuole medie e superiori quando i programmi scorrono veloci e le richieste sono molto alte;

  • intelligenza non significa automaticamente "metodo di studio", che riguarda invece una capacità metacognitiva che risulta da buone capacità organizzative e memoria prospettica, insieme ad un'alta motivazione, il tutto allenato ed esercitato nel tempo; leggi l'articolo sul metodo di studio

  • cambiare scuola è a volte una scelta obbligata; ma è sempre necessario (o funzionale) cambiare l'ambiente esterno senza provocare un cambiamento interno, nei processi di apprendimento e di motivazione?

  • i sogni son desideri, ma a 15 anni un sogno può durare il tempo che basta per finire una serie TV: oggi Irene ha deciso che sarà un architetto quando, grazie al metodo di studio, ha iniziato ad apprezzare la storia dell'arte.

dott.ssa Sabrina Verzeletti

#Tutoring #scuola #Riabilitazione #apprendimento

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