• Alessia Giana e Sabrina Verzeletti

Ripetizioni, tutoring, riabilitazione o potenziamento?! Facciamo chiarezza!


Ultimamente si sente molto parlare di tutor per l'apprendimento, ma quali sono le differenze tra l'aiuto compiti tradizionale, il tutoring e il supporto di una figura professionale specifica?

Facciamo un po' di chiarezza.

Capita di frequente che gli studenti "vadano male" a scuola o abbiano delle carenze. E' importante saper differenziare da un caso all'altro per scegliere il supporto più adeguato, che può essere fornito dalla famiglia o attraverso l'apporto di un esperto esterno.

Vediamo insieme quali sono le diverse tipologie di aiuto:

1) RIPETIZIONI-AIUTO COMPITI

Le ripetizioni ripropongono i contenuti affrontati a scuola e sostengono in alcune specifiche materie, attraverso un approccio informale. Il “ragazzo dei compiti” generalmente non si confronta con gli insegnanti e non ha conoscenze specifiche rispetto agli aspetti neuropsicologici dell’apprendimento; tuttavia è uno studente o ex studente molto preparato nelle materie richieste. Con le ripetizioni vengono colmate lacune che possono essere persistenti (es. lo studente è sempre andato male in matematica) oppure transitorie (es. devo recuperare il 4 della verifica). In genere si cerca un aiuto per una o due materie circoscritte (spesso per matematica, fisica o per le lingue straniere), mentre se i problemi a scuola sono generalizzati all'intero piano di studi, è bene che si accenda un campanello d'allarme e ci si interroghi sulle modalità di applicazione dei processi di apprendimento oppure sullo stato motivazionale dello studente: è consigliabile dunque chiedere il parere di uno psicologo dell'apprendimento, in grado di valutare la situazione e indirizzarvi verso il percorso ottimale.

2) SUPPORTO CLINICO PROFESSIONALE

Il clinico esperto di processi di apprendimento, uno psicologo formato in quest'area, ha le competenze tecniche e formali per aiutarvi a interpretare un cattivo "funzionamento scolastico" e individuarne le cause. In presenza di carenze generalizzate (in genere su segnalazione degli insegnanti), bisogna capire cosa c'è che non va e, rivolgersi a un "ragazzo dei compiti" potrebbe voler dire da un lato sovraccaricarlo di responsabilità e dall'altro sperare in risultati solo blandi e poco duraturi. Uno studente che va molto male a scuola infatti, potrebbe avere problemi motivazionali legati a emozioni negative nei confronti della scuola, o a problematiche psicologiche che possono affliggere lui o la famiglia in un certo periodo di vita; se il genitore si rende conto che lo stato psicologico del figlio sta influendo negativamente sul rendimento scolastico, potrebbe rivolgersi ad uno psicologo clinico per pianificare insieme un percorso, anche breve, dove verrà creato uno spazio di comprensione e supporto empatico. Se invece la carenza è legata all'assenza di un buon metodo di studio o è legata a difficoltà cognitive (ad esempio in presenza di DSA, ADHD o memoria corta, problemi di logica, difficoltà di lettura, scrittura o calcolo) l'ideale è intraprendere un percorso supportato dalle conoscenze tecniche di uno psicologo dell'apprendimento. In quest'ultimo caso, il clinico può programmare un percorso di potenziamento delle funzioni mentali utilizzando materiali specifici (software, schede, giochi didattici), che può essere limitato ad alcune settimane e ripetuto ciclicamente, ad esempio ogni anno. Il trattamento riabilitativo non può essere paragonato all'aiuto compiti o al lavoro con il tutor perché si basa su presupposti e obiettivi totalmente diversi.

Ecco le principali differenze: il trattamento riabilitativo (o potenziamento)..

- viene effettuato da un clinico (in genere psicologo o logopedista) abilitato alla professione, iscritto al proprio ordine professionale e che per questo può effettuare valutazioni cliniche tramite test specifici;

- ha un inizio e una fine che vengono concordati all'inizio del percorso;

- non lavora sui compiti e il materiale scolastico, ma tramite materiali specifici della riabilitazione;

- si basa su esercizi che, somministrati in un certo modo (in un certo ordine, per un certo tempo, con una certa costanza), vanno a migliorare la difficoltà più velocemente di quanto accadrebbe senza lo stesso trattamento (es. anche nei bambini DSA la lettura migliora nel tempo, ma più lentamente di quanto potrebbe accadere grazie ad un percorso di potenziamento!);

- ha un' efficacia comprovata da studi scientifici nel settore della riabilitazione;

- prevede il rilascio di fatture come "prestazioni sanitarie", detraibili nella dichiarazione dei redditi 730.

3) TUTOR PER L'APPRENDIMENTO (o doposcuola qualificato per DSA)

Ma allora chi è il tutor dell'apprendimento? E' una figura di supporto che interviene in tutti quei casi in cui le difficoltà siano dovute a mancanza di strategie, organizzazione e metodo di studio; egli lavora sul materiale scolastico con un’ attenzione particolare per i tempi di lavoro, gli spazi e i metodi. Molti tutor sono anche psicologi, ma possono anche essere laureati in varie discipline se hanno svolto corsi ad hoc per l'acquisizione di nozioni base sui meccanismi di apprendimento e la gestione di DSA o ADHD; il tutor dunque ha conoscenze di base circa le difficoltà di apprendimento e utilizza un approccio professionale. Egli deve condividere gli obiettivi di lavoro con il clinico e con i genitori. Riassumendo, si tratta di figura formata che lavora sotto la supervisione di un clinico (diagnosta o riabilitatore) e utilizza un approccio volto all'aumento dell’autonomia di lavoro.

Lo psicologo dell'apprendimento e i tutor da lui designati lavorano con:

- difficoltà di apprendimento e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento);

- lievi deficit cognitivi;

- difficoltà di comprensione del testo e di Metodo di Studio;

- ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività)

- difficoltà di pianificazione e organizzazione;

- scarsa conoscenza delle strategie di studio e “lentezza”;

- problemi ad automatizzare le procedure (Tabelline, Verbi, Analisi logica ecc…);

- scarsa motivazione nei confronti del percorso scolastico.

Presso il Servizio Bergamasco di Neuropsicologia puoi contattarci come clinici professionisti; inoltre, siamo state tutor dell’apprendimento per molto tempo, durante e dopo l'università, prima di abilitarci alla professione di Psicologo. Oggi continuiamo con passione perché è un’attività importante che ci aiuta a prendere contatto con le reali difficoltà del ragazzo, ma anche ad individuare i suoi punti di forza, che con la valutazione diagnostica spesso possono sfuggire.

Ci occupiamo inoltre di formare altri ragazzi e studenti nel lavoro di tutor dell'apprendimento; dunque abbiamo a disposizione una lista di tutor di fiducia disposti a seguire i vostri ragazzi al domicilio, con l'apporto della nostra supervisione.

dott.ssa Alessia Giana

dott.ssa Sabrina Verzeletti

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