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COSA SONO I DSA (DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO)?

I DSA sono disturbi del neurosviluppo (DMS-5) che riguardano domini circoscritti delle abilità scolastiche e, per questo, sono definiti "specifici". Si tratta inoltre di disturbi a carattere "evolutivo", cioè si esprimono in maniera diversa nelle diverse fasi dello sviluppo, molto spesso in comorbidità con altri disturbi. I DSA sono una macrocategoria che include quattro diverse condizioni cliniche: la dislessia (disturbo della lettura che riguarda la decodifica), la disortografia (disturbo della scrittura che riguarda il controllo ortografico), la disgrafia (disturbo della scrittura che riguarda grafia) e la discalculia (disturbo dell'area matematica). 

COSA E' L'ADHD (DISTURBO DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA')?

Il disturbo da deficit di attenzione con o senza iperattività (noto come ADHD) è uno dei disturbi del neurosviluppo di cui i media si sono più occupati negli ultimi anni. Consiste nella difficoltà a concentrarsi e a "staccare" l'attenzione dagli stimoli esterni che distraggono; il bambino con ADHD può essere incapace di restare fermo, avere difficoltà a moderare le reazioni emotive e a dominare i pensieri. Secondo genitori e insegnanti, i bambini con ADHD sono dei piccoli terremoti che combinano guai; la questione invece è molto più complessa: esistono tanti profili ADHD, quanti sono i bambini con ADHD.

CHI PUO' FARE DIAGNOSI E CERTIFICARE UN DISTURBO DEL NEUROSVILUPPO?

Per diagnosi si intende un giudizio clinico che attesta la presenza di una patologia o un disturbo, ed ha valore legale.

In Italia, le figure sanitarie preposte a rilasciare diagnosi cliniche sono gli psicologi e i medici, abilitati e iscritti ai rispettivi albi professionali: solo rivolgendoti a queste due figure puoi disporre di una diagnosi legittima ed effettuata con strumenti diagnostici adeguati.

Nel caso dei DSA però, la diagnosi non basta perché a scuola vengano attivate le misure agevolative previste dalla legge (L. 104/92, L.170/2010), per le quali è necessario disporre di una certificazione.

La certificazione, in Lombardia, può essere rilasciata solo da strutture sanitarie pubbliche e soggetti privati accreditati

Solo i disabili e i DSA necessitano di una certificazione per la scuola, mentre non serve per altri disturbi clinici o per condizioni di svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale. In Italia comunque, anche senza la presenza di una certificazione, la scuola è tenuta a farsi carico delle difficoltà di ogni alunno personalizzando il percorso di apprendimento (DPR 275/1999, art. 4). 

Per l'ADHD la diagnosi si basa sull'osservazione clinica e sulla raccolta di informazioni fornite da fonti multiple e diversificate, quali genitori, insegnanti ed educatori; il consenso e la cooperazione dei genitori sono quindi fondamentali per la valutazione del bambino. 

Analizzate tutte le informazioni (i comportamenti, il funzionamento sociale e cognitivo, i disturbi associati, ecc.) lo psicologo o il medico possono redigere la diagnosi.

COSA FACCIO SE MIO FIGLIO RICEVE UNA DIAGNOSI?

La certificazione va consegnata alla scuola e protocollata; quest'ultima verrà utilizzata per stendere il Piano Didattico Personalizzato (PDP), che consente l'attuazione delle misure previste dalla legge (entro il primo trimestre dell'anno scolastico di riferimento).

Una volta sistemate le questioni burocratiche, se le difficoltà di tuo figlio lo richiedono, puoi rivolgerti ad un servizio come il nostro, dove troverai tutto l'appoggio che ti serve per l'avvio di un percorso di riabilitazione, potenziamento o di tutoring; offriamo inoltre una presenza costante nei contatti con la scuola e con la famiglia. 

QUESTI DISTURBI POSSONO COMPROMETTERE IL FUTURO DI MIO FIGLIO?

Gli effetti dei DSA da adulti dipenderanno dalla severità del disturbo, dall’età in cui è stato diagnosticato e dalla qualità del supporto avuto a casa, a scuola e in ambito sanitario. Una tarda identificazione o un approccio errato potranno avere effetti aggravanti come insicurezza, abbandono scolastico, scelta di percorsi formativi qualitativamente inferiori per paura di non farcela. Niente paura comunque! Vi sono moltissime strade per affrontare i DSA e non ci sono lauree o lavori preclusi ai ragazzi con DSA.

Per l'ADHD, l'evoluzione del disturbo si manifesta con tempi e modalità differenti da bambino a bambino secondo una serie di variabili ambientali, tra cui la qualità delle relazioni familiari, l'accettazione del bambino nel contesto scolastico, il suo profilo cognitivo generale e la presenza di altri disturbi.

In coincidenza delle tappe fondamentali della crescita del bambino, le problematiche del disturbo si modificano e a volte si possono aggravare:

- con l'ingresso nella Scuola Primaria le difficoltà aumentano a causa delle regole da rispettare e potrebbe comparire un Disturbo Oppositivo Provocatorio;

- durante la pre-adolescenza l'iperattività tende a diminuire, ma può sostituirsi con un'agitazione interiore che si manifesta con insofferenza, impazienza e continui cambi di umore;

- durante l'adolescenza si rileva un'attenuazione dei sintomi di disattenzione e iperattività, ma possono svilupparsi altri disturbi, come depressione, ansia o condotta antisociale; molte volte l'ADHD può mutare in un quadro di Disturbo della Condotta

La complessità di questo quadro clinico evidenzia l'importanza di una figura psicologica che possa supportare bambino e famiglia durante il percorso scolastico. 

IN PRESENZA DI QUESTI DISTURBI E' NECESSARIO UN SUPPORTO PSICOLOGICO?

Non esiste una risposta univoca per tutti; può non essere facile per il ragazzo e per i suoi genitori, confrontarsi con una diagnosi, una certificazione o una segnalazione da parte della scuola. Tuttavia, molto spesso, sono la paura e la scarsa conoscenza di questi disturbi a generare uno stato d'ansia che può sfociare in un ulteriore peggioramento del rendimento scolastico e delle relazioni con i pari e con la famiglia.

Tutto ciò può essere evitato o tamponato se il clinico si fa carico del delicato momento della spiegazione della diagnosi, permettendo ai genitori e allo studente di comprendere le caratteristiche del disturbo e le sue implicazioni. Presso il nostro servizio è attivo uno sportello gratuito per accogliere le prime domande delle famiglie; offriamo consulenza, materiale informativo e un appoggio per la comprensione e l'assunzione della diagnosi. 

E' POSSIBILE RIABILITARE I DSA E L'ADHD?

Davanti a un DSA occorre mettere in atto tutte le procedure utili a ridurre le difficoltà riscontrate. Il trattamento comunque agisce sulle conseguenze del disturbo, non sulle sue cause, per cui il disturbo non scompare, ma gli interventi determinano un miglioramento delle prestazioni.

Nel caso dell'ADHD si consiglia un trattamento multimodale, costituito da un mix di interventi medici, educativi, comportamentali e psicologici; essi possono includere l’impiego di modificazioni e adattamenti educativi, modificazioni del comportamento, parent training, counseling e, in alcuni casi, farmaci.

 

Si tenga sempre presente che DSA e ADHD sono caratteristiche personali dell'individuo e non malattie da cui si può guarire.

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